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Strumentazione di misura › Misurazioni ambientali

Rilevatore Di Radioattività

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Negli ultimi Anni l’interesse riguardante la radioattività e misure relativamente precise della stessa è cresciuto enormemente per ragioni legate alla salute e alle possibili implicazioni nello sviluppo di lesioni tumorali.

La radioattività ambientale è la somma di due componenti: naturale e artificiale.

La radioattività naturale è da attribuire alla natura ed è dovuta alla somma di raggi cosmici e di emissione della materia circostante e principalmente cemento e pietre. In sintesi quest’ultima è dominata dalle emissioni di gas radon.

La radioattività artificiale si intende quella parte dovuta ad attività dell’uomo. Questa è certamente dominata dalla diagnostica medicale, mentre in parte associata alle emissioni di centrali nucleari.

Mediamente la componente artificiale è inferiore a quella naturale, ma localmente può assumere valori importanti.

Grandezze fisiche e strumentazione utilizzata

La grandezza fisica che misura la radioattività è la dose, D, che è definita come D = E/m ove E [Joule] rappresenta la quantità di energia rilasciata nella massa m [kg].

L’unità di misura della radioattività è il Gray (Gy) [1 Gy = 1 Joule/ 1 kg].

Accanto al Gray si introduce il Sievert (Sv) che misura la cosidetta dose equivalente, De, che tiene conto del tipo di radiazione. Sostanzialmente il Sievert rende conto del diverso impatto sulla sopravvivenza cellulare che, a parità di dose, differenti particelle possono apportare.

I tipi di radiazione sono molteplici e per semplificare si possono individuare tre tipi di radiazione che rappresentano la quasi totalità della radioattività ambientale:

  • Raggi Alfa: emissione di uno stato legato formato da 2 protoni + 2 neutroni. Le emissioni di particelle a sono tali per cui l’energia di rilascio è cosi’ bassa che percorrono in aria soltanto pochi millimetri e sono  quindi subito assorbite.
  • Raggi Beta: emissione di elettroni
  • Raggi Gamma: emissione di raggi X o fotoni.

I raggi alfa sono molto energetici ed in grado di provocare seri danni alle strutture molecolari incontrate. Tuttavia, interagendo molto con la materia, non sono in grado di attraversare grandi spessori e possono essere schermati abbastanza facilmente. Posti a contatto con strutture viventi sono però molto pericolosi, specie se il contatto è prolungato nel tempo. I raggi alfa hanno carica positiva e sono quindi deviati dai campi magnetici.
I raggi beta, essendo costituiti dai più leggeri elettroni, sono più penetranti e più difficili da schermare ed anche loro in grado di provocare seri danni alle strutture biologiche. Avendo carica negativa, sono anche loro deviati dai campi magnetici.
I raggi gamma sono radiazione elettromagnetica di brevissima lunghezza d'onda e sono molto penetranti, nonché in grado di danneggiare le molecole organiche. Essendo neutri, non sono deviati dai campi magnetici.




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